viaggio

Come andare dall’altra parte del mondo con 5 valigie, 5 bagagli a mano, 2 bambini, 1 marito e un cane.

Tranquilli, il titolo inganna: non voglio né posso dare alcun consiglio.
Sulle valigie, come dice il mio sposo, ho sbagliato tutto e la prossima volta le valigie le fa lui (voglio vedere).
Sui bagagli a mano consiglio di tirar fuori quei 75 euro e fare un bagaglio in più (così poi il marito te lo rinfaccia vita).
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Area Play Ground, Aereoporto di Francoforte
Sui 2 bambini, posso solo dire che ringrazio il play ground area kid fun dell’aeroporto di Frankfurt che me li ha stancati per bene permettendogli di dormire 2/3 ore e a me di guardarmi Inside Out (e piangere abbondantemente per coincidenze di storie narrate- ok, nessuno di noi gioca ad hockey ma a breve vedremo il Golden Bridge).

E come potrete immaginare non c’era nessun cane! In realtà un collegamento – molto sottile, lo ammetto, c’è. Durante il volo ho avuto il piacere di ascoltare l’audiolibro ‘Feed the positive dog’ di Jon Gordon che mi ha dispensato importanti consigli sulla positività (in pratica il libro, ambientato in un canile, parla di un cane super positivo che dispensa consigli ad un altro cane super depresso su come diventare positivo .. tipo… non ti lamentare, ringrazia sempre per quello  che hai etc) (come capirete un gran divertimento).

Comunque… recuperati e impilati 5 bagagli da stiva e i 4 bagagli a mano sul carrellino, con Carmen Sofia che correva qua e là e Francesco che voleva spingere tutte le valigie e buttarsi per terra, con Salvo che mi diceva ‘guarda che se qui lasciamo i bagagli incustoditi ci sparano’ (?) , i consigli sulla positività del positive dog erano ormai scivolati nel dimenticatoio…non ho foto, comunque sappiate che Salvo non era molto contento e non credo che il bagaglio da me tanto sognato avrebbe migliorato la situazione…

Non importa, mi son detta, ora usciamo dall’area ritiro bagagli, Salvo va a prendere la macchina a noleggio e ce ne andiamo a casa. Peccato che una volta che si sono aperte le porte  al posto di una confortevole area attesa ci siamo trovati in strada…. con la pioggia -che a quanto pare si vede solo una volta all’anno – che fossero ‘solo le tre del pomeriggio, e che per ritirare la macchina ci volesse ancora pazienza e tempo.

Insomma… dopo circa 18 ore di viaggio un’ondata di stanchezza ci ha assalito.

Ho trovato riparo nell’area partenze, i pargoli saltavano sui banchi dei check in, cantavano, spostavano da una parte all’altra i carrelli, Carmen Sofia entusiasta andava davanti alle porte scorrevoli e diceva ‘Apriti Sesamo’, Francesco quasi sempre scivolava fuori dall’aereoporto, si girava, mi guardava e trotterellava indietro.. insomma.. un mezzo disastro!

Per fortuna, e stranamente direi, l’aereoporto era vuoto. Salvo è arrivato, siamo saliti in macchina e ho sentito un guaito… che fosse the positive dog? Che dire… che il viaggio cominci, le emozioni prendano il comando, il vento faccia il suo giro e porti via le nuvole da tutta la Silicon City.

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Nonostante tutto… che il viaggio cominci…
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