Silicon City

Trovarsi a casa nella Silicon City

Tanti mi chiedono dove sono, com’è la casa, se è grande, se c’è il giardino…

dovesiamo1dove-siamo-2Con ordine…Siamo in California, nella città di Sunnyvale. Lì dove c’è quel puntino giallo. Proprio tra la Casa de Amigos , il tempo Hindu e El Dorato Mobile Home Park. Per questi primi mesi siamo in un residence, Via Apartments, e abitiamo in un bell’appartamento al secondo piano.

Quindi, per ora, niente casetta con front yard e backyard dove fare le grigliate e coltivare rose. Salvatore mi aveva avvertita di questa cosa… in Silicon Valley ultimamente vanno tanto i residence e gli appartamenti.  Perchè? Beh… perchè la Silicon Valley sta diventando una Silicon City… continuano a costruire, ad insediarsi le varie Google, Linkedin, Apple etc… arrivano ingegneri da ogni dove e c’è una richiesta in aumento di case.. e  quindi… bisogna (anche qui!) consumare meno suolo e costruire un po’ all’europea…

il complesso.

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Piscina e, in fondo, vasca idromassaggio riscaldata

Il residence ha alcuni servizi comuni: la piscina, la vasca idromassaggio riscaldata all’aperto, la palestra, una sala con biliardo, il campo di bocce…

La piscina è molto bella ma noi non ci azzardiamo ad usarla… forse con un po’ di audacia un bagnetto lo puoi anche fare… qualche giorno fa c’erano dei bimbi indiani che sguazzavano dentro e fuori…

L’ho chiamato residence ma non è appropriato, qui non lo chiamano così. Questo complesso è una specie di condominio, quattro piani con ascensore e appartamenti da 1 o 2 stanze. Tutto servito da una ‘portineria’ con 3 o 4 impiegati full time che gestiscono il tutto.

 

tutto intorno. Per fortuna non siamo in mezzo al nulla, sotto casa c’è un parrucchiere – estetista vietnamita che promette tagli fenomenali (Amazing Cuts), una caffetteria per colazioni e pranzi, fast food, un negozio di abiti da sposa, un piccolo supermercato discount…

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fermata del VTA rail

Ci è andata bene. Il rischio era trovarsi in un quartiere totalmente residenziale senza alcun servizio e per me, europea milanocentrica, non è il massimo. In realtà non è il massimo neanche per una cinese.. forse solo gli americani amano i quartieri di villette.. e i brianzoli, ovviamente.  Qui, invece,  scendi e c’è qualcosa che ricorda la città. C’è anche la fermata di autobus e tram, che non guastano.

dentro.  E quindi eccoci in un appartamento bello grande, sui 110 mq, con due stanze da letto e due bagni, una sala salotto con cucina a vista e un piccolo balcone.

Entrando, sulla destra, ci son due ante invintanti.  Appena arrivata le ho aperte pensando di trovare appendiabiti e di poter mettere scarpe, sciarpe e cappotti e invece…

Sorpresa! Ecco a voi lavatrice e asciugatrice industriali impilate nel ripostiglio…

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la passione per le scope

 

In prossimità della cucina  e all’ingresso il pavimento è a parquet mentre per il resto regna incontrastata la moquette… un classico in tutti gli Stati Uniti. Comunque il carpet , come lo chiamano qui, è abbastanza nuovo e pulito e non da così fastidio.

Franky mi aiuta a fare le pulizie. Userebbe volentieri anche l’aspirapolvere…

Ci son due camere e in ognuna c’è un letto matrimoniale che, nonostante siano piuttosto alti, i bimbi hanno imparato a salire (solo Carmen Sofia) e a scendere (entrambi) senza grossi problemi. La notte spesso stiamo tutti e quattro nel queen size bed. Verso le 4 di mattina arriva Carmen Sofia, che si infila nel lettone. Mezz’ora prima o dopo anche Franky lancia un grido per stare tutti insieme.

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Queen Size bed

Che altro? Ah beh, ovviamente nel bagno non c’è il bidet. In America è d’obbligo la doccia mattina e sera.

la routine. Le giornate passano: colazione latte e cereali, oppure tè e pane tostato con marmellata, ci si veste di corsa, si va a fare un giro al parco, o al museo o dove ci porta il vento quel giorno. Poi si torna a casa per pranzo e cerchiamo di fare la nostra nanna. E poi e poi… le solite cose: tanti cartoni della Walt Disney (in inglese), un giro in biblioteca, un salto al supermercato …

Stiamo entrando in qualche sorta di routine americana e, anche se ancora verrà stravolta,  ci stiamo orientando, ambientando, abituando. Prendiamo le misure, raccogliamo gli indizi per strada, controlliamo com’è il tempo e aspettiamo le buone nuove.

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un mazzolin di foglie

A breve dovremo cercare un’altra sistemazione ma, per ora, questa è quella che chiamiamo ‘casa’.

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