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Epifanie

E allora che ho fatto tutto questo tempo?

Iniziamo dalle ultime cose: ho fatto il carbone. Ovviamente in suo onore, in onore della Befana.

La festa della Befana è un festa tutta italiana.

Qui non si celebra. C’è la comunità messicana che festeggia lo stesso giorno ‘El dia de los Tres Reyes Magos’, il giorno dei Re Magi, ma di streghe neanche l’ombra

Eppure gli italiani all’estero ci tengono a questa ricorrenza. Guardate qualche pagina di Little Italy in giro per il mondo (qui, qui o qui), tra le tradizioni che mantengono, insieme alla tarantella, ai three days of la merla e alle pizzelle-?- appare sempre lei: la Befana). E anche noi non abbiamo fatto eccezione, anzi.

Abbiamo appeso calze al camino e letto a più riprese la storia della Befana. Ho cercato anche qualche posto dove organizzassero qualcosa, trovandolo nella Little Italy di San Josè.

E dato che, concorderete con me, la cosa più divertente di tutte è trovare il carbone e visto che qui non si trova né dal panettiere, né in pasticceria, né, tantomeno, al supermercato, mi sono messa a produrre, da vera strega, il dolce color dell’ebano…

Ora, il problema è che io non è  che sia bravissima a fare i dolci. Ci sto mettendo un po’ la testa ma, come dice Salvatore, ci vuole tecnica e precisione, metodo, costanza…

E a me, invece, piace improvvisare.

Ma questa volta mi sono messa a seguire per filo e per segno le indicazioni dei blog di cucina che intasano il web e … ho fatto il carbone.

Poi, vabbeh, mi son fatta prendere la mano e ho fatto pure le caramelle. Ma il risultato è stato più modesto, e incartarle una ad una non è stata proprio una gioia…

E così per tutto un giorno e una notte mi son messa ai fornelli con zucchero, uova, panna, fruste elettriche, fruste a mano, bilancia, pentole e pentolame.

In fin dei conti – pensavo mentre giravo il caramello, sbattevo le chiare d’uovo, facevo la ghiaccia reale e mescolavo i colori per arrivare alla giusta tonalità di nero- in fin dei conti un mio bisnonno era pasticcere, no?

Mio nonno passò la sua prima infanzia tra gli odori delle creme e dei grandi lievitati, forse assaggiando le meringhe con panna, che poi rimasero sempre un nostro classico dolce domenicale. Una volta mi raccontò come si faceva il torrone. Qualcosa mi sarà stato tramandato?

Pensavo a questo mentre giravo il caramello, incartavo le caramelle e maledicevo il mou troppo molle.

E poi alla fine… il 6 mattina… la Befana è arrivata!

 

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