culture e società · Silicon City · Spazi da legare

In cerca di storia nella Silicon Valley. La Mission di Santa Clara

Non so se è una fissa da europei, o solo mia, ma cerco sempre tracce del passato di questa Silicon Valley. Impresa ardua, soprattutto dal momento che qui le tracce le cancellano come niente.

Con Sandra siamo state a visitare la Mission di Santa Clara, la missione (originariamente**) francescana fondata da Padre Junipero Serra nel 1777, sulle rive del fiume Guadalupe.

Ottimo! finalmente un luogo storico e autentico. Autentico quasi… Infatti nel giro di di 50 anni la chiesa e tutto il convento vennero spostatati ben cinque volte!

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Ben cinque diverse sedi della Mission Santa Clara

La colpa è da imputare a: alluvioni, incendi, cedimenti del terreno… del resto questa era una terra sconosciuta per gli spagnoli che a fine 1700 iniziarono a colonizzare la baia. Capita spesso, soprattutto quando si crede di portare salvezza e conoscenza, di ignorare del tutto la specificità dei luoghi in cui si arriva. Le popolazioni dei Native Americans, che abitavano da millenni questa porzione di mondo, di sicuro non vennero consultate.

Dopo la secessione del Messico dall’Impero Spagnolo (nel 1822), la Missione attraversò un periodo di abbandono e decadenza, finché nel 1850 la chiesa venne data in affidamento all’ordine gesuita che nel giro di un anno aprì la prima università dello stato della California (Stanford, ad esempio, venne fondata nel 1885).

Eccoci quindi davanti all’ottava (di ventuno) mission realizzata in California. E, precisamente, davanti alla sua ultima versione, realizzata nel 1825. In realtà la penultima mission sorgeva proprio a fianco di quella attuale, e ci sono alcuni resti: un muro di mattoni e una struttura ad un piano che oggi viene utilizzata, in occasioni speciali, come mensa per lo staff universitario. Inoltre rimangono alcuni degli olivi del grande uliveto che un tempo qui sorgeva.

 

La chiesa è ben tenuta, ci si arriva passando per un viale con palme e sul quale affaccia un piccolo museo di ‘arte e storia’ (purtroppo era chiuso!), che conduce all’entrata della struttura.

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La Mission di Santa Clara de Asis

Sui lati si aprono due giardini. Sulla destra il Giardino delle Rose, che un tempo era il cimitero della Mission, sulla sinistra i Giardini della Mission, dove, oltre ai resti della missione numero quattro, si trovano statue, alberi e un bellissimo pergolato coperto da un glicine quasi centenario che da sollievo a tutti i sensi (vista e olfatto in particolare).

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Giardino delle Rose
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Giardini della Missione con glicine. Da notare il tronco in fondo, sulla destra

L’interno è ben curato ed è in tutto e per tutto simile a quello delle chiese nostrane: navata, cappelle sui lati, altare e pulpito. Come tutte le chiese americane, invece, ha dei bellissimi e pulitissimi bagni all’esterno, fontanella d’acqua e tante panchine.

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Una delle ultime cappelle è la Guadalupe Chapel. Qui vi si trova una riproduzione de ‘Nostra Signora di Guadalupe’, la santa patrona della spedizione che nel 1776 giunse in queste terre guidata da Juan Bautista de Anza. Fu sempre in suo onore che il fiume, dove inizialmente sorgeva la Mission, venne nominato Guadalupe.

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Insomma, tra mura, santi e giardini, qualche traccia di storia siamo riuscite a trovarla.

** prima di scrivere questo post ho letto un po’ di storia e di storie sulla nascita della Mission. Un passaggio delicato è stato quello del trasferimento della Mission dall’ordine francescano a quello gesuita, a cui ora, a tutti gli effetti, appartiene. Grazie a questo ‘trasferimento’ la Mission ritorna in buono stato, diventa un college e viene finalmente trovato il modo di prestarle la necessaria manutenzione. Appena si entra in chiesa ci sono questi tre stendardi con un po’ di informazioni. Tra queste un esplicito rimando al fatto che inizialmente tutte le mission dell’Alta California dovevano essere destinate ai gesuiti, ma, per motivi politici, vennero poi affidate ai francescani. 

Si noterà che un intero stendardo è dedicato ai poveri Native Americans che dalle mission, in fin dei conti, vennero sterminati. Si leggono belle parole su come i francescani e le missions in generale, provarono a stabilire buoni rapporti con gli indigeni. Ma, come è noto, le cose non andarono proprio così. 

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