viaggio

Miss Samantha nella Silicon Valley – Mercoledì

Stanotte mi sono svegliata alle tre e non sono più riuscita a dormire.

La storia del ‘how many minutes’ mi ha davvero provata. Son contenta che Miss Y* abbia tolto quel gioco stupido di Minnie, ma il sentimento di ‘non senso’ resta.

Va bene aiutare i bambini ad entrare nell’ottica della scarsità delle risorse… va bene anche spiegare che in situazioni particolari bisogna portare pazienza e aspettare il proprio turno… Se proprio vogliamo trovare il lato positivo, possiamo anche pensare che in questo modo si insegna ai bambini a leggere l‘ora…

Ma ‘how many minutes’! Diamine!

Per bambini che non hanno il senso del tempo…

Mi sento una mamma terribile. Faccio incubi ad occhi aperti e vedo bambini che vengono allontanati da diadi di amichetti e che poi vanno a controllare l’ora ogni due minuti, tristi, in cerca di un altro ‘job’ su cui mettere le mani… sempre che non sia già stato preso!

Forse sto esagerando?!?!  

Cosa mi dicono queste miste emozioni del mio sistema di valori?

Ok, che io in primis non possiedo il senso del tempo, che tirerei un ceffone al bambino che mi dice ‘no, non puoi giocare’, che secondo me tutti dovrebbero poter giocare allo stesso gioco, che odio le esclusioni, anche se pure io ho le mie simpatie e le mie antipatie e avere amici e ‘amici meno amici’, del resto, è umano…direi normale … Che nell’ora di ‘gioco libero’ ci dovrebbeo essere giochi che favoriscano il gioco libero tra tutti? Ci penso su …

Devo dire che già oggi, durante il free play, ho visto un po’ più di serenità nella classe e questo mi ha rasserenato. Io andavo in giro cercando di cogliere possibili malumori e cercando di prevenirne altri. Del resto è quello che dovrebbe fare una maestra: cercare di esserci sempre, nel modo giusto, con l’attitudine giusta, cercando di non essere troppo ingombrante…

È mercoledì e siamo a metà settimana. Ed ecco che, quando quasi mi stavo riconciliando col metodo ’how many minutes’ – in fondo in fondo non è poi così terribile, è solo una formula, etc etc – ecco un’altra batosta alla mia povera anima anarchica!

Oggi a scuola lavorava Miss Anna, la ex direttrice della scuola, che a Novembre è andata in semi-retirement (potremmo dire mezza pensione, se non fosse che la mezza pensione è un’altra cosa).

Miss Anna, a vederla, sembra un angelo, sembra provenire da un altro pianeta. Lunghi capelli bianchi, tunica, grembiule, atteggiamento sereno e serafico.

A vederla, sembra, pare, appare, come una persona tranquillissima e dolcissima, una creatura fatata che vaga per la scuola montessoriana cristiana.

Ora lavora solo tre pomeriggi a settimana a scuola e il mercoledì lo passiamo insieme, così abbiamo avuto modo di parlare un po’.

Io le ho chiesto come stava occupando il tempo libero che si era tutto d’un tratto trovata ad avere.

‘In realtà ho un sacco di lavoro da fare. I miei nipoti hanno deciso di fare homeschooling, e io me ne sto occupando’.

L’homeschooling è molto diffuso in America, per varie ragioni, ognuna rispettabile.

Eppure le ragioni di Miss Anna mi sono sembrate un tantino … come dire… estreme. Data la mia sensibilità… mi hanno messo un po’ sull’attenti, anzi, non hanno fatto altro che acuire la mia crisi!

‘ Sì, faccio homeschooling  ai miei nipoti di 15 e 16 anni, ultimamente hanno avuto un po’ di problemi a scuola…’

‘Come mai?’

‘Sai com’è, adesso a scuola fanno strani discorsi… chiedono se vuoi essere chiamato maschio o femmina… Poi, sai, noi siamo Apostolici Pentacostali e portiamo vestiti lunghi, le donne non tagliano i capelli, non mettiamo make-up. Anche la mia nipote femmina, che non ha mai avuto problemi nella scuola pubblica, ora si sente un po’… tagliata fuori e mi ha chiesto di fare homeschooling.’

Respira Samantha, respira. Va tutto bene, va tutto bene… Andrà tutto bene.

‘Miss Anna, mi spiace che i suoi nipoti abbiano dovuto fare questa scelta perché non si sentono ‘a loro agio’ nella scuola pubblica’.

Miss Anna è dispiaciuta quanto me. Ma io oltre ad essere dispiaciuta sono sconvolta e mi chiedo quanto possa influire questo tipo di cristianità all’impostazione della scuola, sulla recezione degli insegnamenti montessoriani.

C’è da dire che nonostante questa ‘affiliazione cristiana’, nella mia scuola il 75% dei bambini sono indiani. Indiani di religione induista, alcuni di religione cristiana, ma la maggior parte sono induisti.

E anche le maestre sono miste: alcune fanno parte della chiesa Apostolica Pentacostale di cui sopra, ma il resto no! Alcune no e sono buddiste, altre induiste, animiste, insomma, non c’entrano nulla con Gesù, i santi – mhh, no, non credo che gli Apsotolici Pentacostali credano nei santi, cosa che forse gli servirebbe.

Però, a pensarci bene tutte hanno i capelli lunghi – che secondo i cristiani apostolici pentacostali è un segno di grazia divina: non si devono recidere MAI.

Tutte hanno i capelli lunghi tranne me!

Li ho tagliati a settembre, corti corti! Mi domando come mai abbiano così tanto voluto che venissi qui… che vogliano fare un’opera di bene e di carità e salvarmi? Farmi crescere i capelli? Boh…

Miss Anna ha il potere di far rigare tutti dritti, quando c’è lei, in effetti, il clima è abbastanza controllato.

‘Non si corre! Ho detto che non si corre! Torna al posto e rifai la strada camminando con calma!’

Va bene che questo episodio è successo in classe e che, come sanno tutti i genitori e gli educatori di buon senso, in casa non si corre perché si può cadere, batter la testa e morire.

Ciononostante, non credo che la celebre frase ‘Lasciate che i bambini vengano a me’ sia da intendersi con la postilla *ma senza correre, eh!

Miss Anna è anche una scrittrice, il suo ultimo libro è tutto un programma: ‘L’esercito di Dio. Cosa accadrebbe se Gesù arrivasse alla fine delle tribolazioni?’

Insomma: un Dio pronto a punire se non lo si ascolta.

È quello che ha anche spiegato oggi durante la lettura (breve) di una storia della Bibbia.

‘Dobbiamo essere in ascolto e ascoltare bene, perché, poi, Dio verrà e porterà nella sua casa chi lo ha ascoltato’. Chi lo ha ascoltato in silenzio, immagino, senza correre.

Per tutto il resto dell’umanità… Non ho idea.

La vedo dura ragazzi, la vedo dura.

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