non dire mamma

Miss Samantha nella Silicon Valley – Giovedì

Continuo a svegliarmi verso le quattro di mattina e mi metto a pensare. Sveglio anche Salvatore, giusto per non sentirmi sola.

Lui mi dice che qualsiasi scuola vista dall’interno non sarebbe andata bene. E, forse, in parte, ha ragione.

Dice anche che, secondo lui, hanno allontanato miss Anna perché sta andando fuori di matto, forse ha ragione anche su questo.

Mia mamma mi dice che forse mi han chiesto di andare a scuola per portare un approccio un po’ meno rigido e qualche novità, forse ha ragione pure lei…

Quello che non mi va giù è di aver, forse, scambiato una certa tranquillità dei bambini per una calma interiore, mente probabilmente gioca un ruolo anche una certa severità di impostazione. Di solito mi fido molto del mio ‘istinto’, delle sensazioni che un posto, delle persone, un certo ambiente e clima, mi danno. Che mi sia sbagliata così miseramente?

I giorni sono passati in fretta. Certe impressioni a caldo ora sono meno dirompenti. Imparando a conoscere i bambini ed entrando un po’ più in sintonia con l’organismo scuola ho anche visto i momenti di gioia, di divertimento e mi sono un po’ rasserenata.

Mi sto abituando alla routine del full time a scuola. La mattina arrivano i bambini, ruotiamo fra le varie classi, stiamo un po’ fuori in cortile, poi c’è il momento delle canzoni. Le canzoni a volte sono un po’ nerd e old style ( ‘Yes, Jesus loves me!’; ‘He got the whole world in his hands’), ma i bambini fanno a gara per andare a cantarle e a mimare i gesti.

Miss Y* dirige il tutto. Miss Y* è buddista, quindi non so esattamente quanto sia dentro la storia di Gesù etc. A dire la verità, credo che neppure lei comprenda certe stranezze degli apostolici pentacostali (ma ha i capelli lunghi).

Quando le chiedevo se ci fossero delle particolari indicazioni sulle attività d’arte che avrei dovuto svolgere, mi ha detto: ‘Sì, questa è una scuola cristiana e alcune cose non le fanno, ad esempio a Natale si parla della Natività ma non si mette Babbo Natale. Anche per me è strano, io sono Buddista e sono cose un po’ particolari… ma noi ci rispettiamo, ognuna di noi insegnanti ha un modo un po’ differente di stare qui’. Ehhh …. questo l’ho notato.

Dopo i canti, i bambini che fanno solo mezza giornata se ne vanno e, finalmente, è ora del pranzo!

I bambini sanno già, sentendo gli odori provenienti dalla cucina, cosa ha preparato Miss Candy.

‘Wow! C’è profumo di chicken nuggets!’ ‘Evviva, oggi ci sono quesaddillas’

‘Mhhh il mio favorito: chicken soup!’

E oggi tocca proprio alla chicken soup.

Come si sa, gli italiani pensano che il proprio cibo sia il migliore dell’universo, e io non faccio eccezione. Sono molto aperta a tutte le culture culinarie, ma la cucina di mamma è sempre la cucina di mamma.

Potete immaginare la sofferenza nello scodellare per una settimana riso, quesadillas, mac and cheese, fish sticks etc. Soltanto il giorno della ‘pasta alla marinara’ mi sono sentita un po’ meglio, nonostante il mio cuore quasi stesse per fermarsi quando qualche bambino mi ha chiesto se c’era anche del ketchup.

I bambini, comunque, sembrano apprezzare la cucina di Miss Candy, anche perché, spesso e volentieri, i piatti sono accompagnati da uno o due cucchiaini di salse diaboliche:  il ketchup e la salsa ranch.

Ma torniamo alla chicken soup – che, a quanto pare, è ‘yummy-yummy’. Ecco… io non so da che scatola l’abbiano tirata fuori, e davvero non riesco a capire come i bambini possano essere entusiasti di questa brodaglia che viene versata sopra il riso. Sicuramente c’è dentro qualche ingrediente superchimico che crea dipendenza, ma non ho voluto indagare. La consegnavo senza batter ciglio. ‘Ancora, ancora!’ – è la voce di mio figlio. Chiudo gli occhi, e lo stomaco, e verso nel piatto.

Il pomeriggio mi sono dedicata ancora alle mie attività come  ‘Art teacher’.

Ho dovuto fare un po’ di attenzione, dato che il giovedì c’è anche Miss Anna e Miss Y* mi ha fatto tutta un preambolo su quanto Miss Anna ci tenga ad un certo ‘ordine formale’ della scuola.

In effetti quando c’è lei non vola una mosca.

Ma mi chiedo: sono calmi perché hanno capito a cosa servono le regole o perché hanno paura della punizione divina???

Parlando con miss Y* ho cercato più volte a sottolineare il fatto che è importante che i bambini imparino a comportarsi bene perché capiscono a cosa servono le regole e non perché hanno paura. È dura, ma bisogna sempre ricordarsi che è condividendo le proprie idee e le proprie impressioni che qualcosa può cambiare… se nessuno pone domande e riflessioni il male diventa … banale…

Comunque… oggi ai bambini ho fatto fare la pasta di sale. Cioè gli ho fatto fare un casino che probabilmente Miss Anna il prossimo libro lo scrive su di me e mi fa bruciare all’inferno.

Insomma, volevo farli un po’ sperimentare e divertire, il tutto all’interno di un progetto sulla manipolazione dei materiali e la realizzazione di una scultura.

L’esperimento è riuscito, alcuni bambini hanno fatto un ghiacciolo di pasta di sale, qualcuno, invece, ha provato proprio a realizzare delle sculture.

Alla fine ci siamo messi in cerchio e abbiamo guardato le creazioni di ciascuno.

Una bambina ha riprodotto un elefante.

‘Che bello!- le ho detto- Un elefante, quanti dettagli: la proboscide, le orecchie…’.

‘Miss Samantha, questo è un Dio!’

‘Ah … Certo, certo! Scusa Akki, hai ragione. Bellissimo Dio!’

Certo Miss Samantha, l’elefante è Ganesh, certo che è un Dio!

Non so cosa accadrebbe al Dio- elefante se Gesù arrivasse alla fine delle tribolazioni, ma, tutto sommato, non mi interessa neppure. E forse non interessa neppure a Miss Anna, chissà…

Insomma, oggi sono stata contenta. Anche se fa un po’ strano, è bello vedere dove può portare l’incontro di tante e diverse culture in un posto comune: la scuola. La Silicon Valley, del resto, è un posto interessante proprio per questo: diverse comunità accomunate da una costante comune – uno dei genitori lavora nell’high tech- che si incontrano e costruiscono il futuro.

Quello che mi interesserebbe capire, e che ancora non ho capito, è se qui a qualcuno interessa capire cosa stia succedendo.

Domani è venerdì, ultimo giorno per tirare le fila e cercare di capire: che cosa sta succedendo?

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